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:: L'aquila Reale |

Segni distintivi sono le grandi dimensioni, la sagoma delle sue ali e la coda puttosto corta. Da giovane ha delle evidenti macchie bianche sotto
le ali e sotto la coda, mentre da adulta è completamente bruna. Quando vola sfrutta le correnti calde ascensionali ed è per questo motivo che
è più facile osservarla. Vive generalmente in zone aperte dove la caccia è più agevole e nidifica al di sotto dei suoi territori. La preda ideale è la
marmotta ma non disdegna anche i piccoli roditori o le lepri. La coppia, una volta costituitasi è fedele per tutta la vita. Nella VALLE OTRO, sopratutto
nei mesi estivi, è molto facile vederla con il piccolo. Si stima che in tutta la Val Sesia ne esistano 4 o 5 coppie.
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:: Civetta Capogrosso |

Lunga circa 25 centimetri, vive per tutto l'anno nei boschi di conifere, prediligendo i versanti a nord. La quota massima del suo
territorio arriva a 1800 mt, ha grandi occhi gialli, testa tondeggiante e piumaggio marroncino picchiettato di chiaro. Molto particolare il canto che è formato da una quindicina di fischi al minuto, brevi ed acuti.
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 Il Gheppio |
 La Poiana |
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| :: Il Gallo Forcello |
:: La Nocciolaia |
 Vive tra i 1500 e i 2100 metri, frequentando boschi aperti con radure e alcuni arbusti.
Maschi e femmine sono facilmente riconoscibili per dimensione e colorazione del piumaggio. D'inverno i galli forcelli passano parte delle
giornate in tane scavate nella neve, dove riescono ad isolarsi parzialmente dal freddo intenso. |
 Il colore del piumaggio è bruno con piccole macchie bianche sparse su tutto il corpo.
Vive esclusivamente nel bosco dove trova nutrimento nei semi di molte piante. Come documenta il nome, ha una predilezione per le nocciole. Si riproduce tra maggio e luglio. La voce è un aspreo kror e uno skreek. |
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| :: Il cinghiale |
:: Il riccio |
 La sua presenza, anche se è un'animale schivo e dall'attività notturna, è ben visibile sopratutto
per i segni che lascia sulle cortecce degli alberi quando si gratta. Occupa in genere le zone boschive, vive in gruppi familiari di femmine e piccoli mentre i maschi conducono vita solitaria. Negli ultimi anni, visto anche le condizioni
favorevoli, si è incrementato molto procurando molti danni alle colture, tanto che si ritiene un'animale da tenere sotto controllo selettivo. |
 Mammifero inconfondibile per gli aculei disposti sui fianchi e sulla parte superiore del corpo.
E' un vorace carnivoro che si nutre di topi, insetti, lumache rane e rettili, tanto che viene consideraro utile per combattere le vipere. Nella sua dieta non disdegna neanche i funghi e i frutti. Vive nel bosco e le sue abitudini sono pressochè notturne. Durante l'inverno cade in letargo in una tana scelta al momento. |
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| :: Il Camoscio |
:: Il Capriolo |
 Animale tipico dell'ambiente alpino. Maschi e femmine portano corna che raggiungono
i 20 centimetri. Il mantello è folto e bruno scuro in inverno, mentre nel periodo estivo è più corto e rossiccio. Vive nei boschi a partire dagli 800 mt di altezza ma arriva a spingersi a ridosso dei ghiacciai sino a quota 3000 mt.
E' un erbivoro ruminante, è solito nutrirsi nelle ore più fresche della giornata. In inverno si rifugia nei boschi nutrendosi delle cortecce degli alberi. Come molti caprini è molto ghiotto di sale che trova in alcune rocce sotto forma di sali minerali.
Il maschio si differenzia per la struttura più massiccia. Caratteristica di questi animali è che durante il periodo invernale, allo scarseggiare del cibo, lo stomaco subisce delle trasformazioni, divenendo più piccolo |
 Nei cervidi, razza a cui appartiene il capriolo, le femmine a differenza dei maschi non hanno corna. Il capriolo è estremamente adattabile, infatti lo si trova dalle quote più basse alle più alte, il bosco fitto è comunque il suo habitat naturale. E' stato reintrodotto in Val Sesia negli anni 70 e oggi si sta incrementando notevolmente. E' frequente ritrovarlo sulle strade carozzabili in quanto ama spostarsi continuamente ma non è facile avvicinarlo perchè molto timido. Solo i maschi nel periodo estivo possono mostrare un atteggiamento agressivo. |
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| :: Lo Stambecco |
 I maschi dello stambecco hanno grandi corna
a scimitarra anche più lunghe di un metro. Le femmine hanno corna più corte e molto meno spesse. Tracce della sua presenza sono i ciuffi di pelo che lascia al momento della muta grattandosi in continuazione.
Predilige le quote elevate, talvolta anche sopra i 3000 mt. In inverno sceglie versanti molto ripidi tra i 1800 e i 2500 mt di altezza. E' in primavera che si può trovare anche in zone più basse in quanto va alla ricerca
di erba novella. I due sessi si riuniscono solo durante il periodo degli accoppiamenti, che solitamente è a dicembre. I maschi cercano di affermare la dominanza attraverso combattimenti a spinte e cornate, il cui cozzare,
a volte è udibile a grande distanza. Oggi non ha praticamente nessun nemico che lo possa disturbare, eccezion fatta per i piccoli che a volte sono minacciati dalle aquile. |
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| :: La Donnola |
:: La Martora |
 E' il mustelide più piccolo. Dorso rossiccio e ventre bianco,
di forma allungata. Vive fino ai 2000 mt, cibandosi di insetti e piccolo roditori. ha abitudini prevalentemente notturne. |
 Grosso mustelide più snello della faina, con arti lunghi e padiglioni auricolari più grandi.
Ha una macchia giallastra sulla gola, conduce vita notturna trascorrendo gran parte del suo tempo sugli alberi e nutrendosi di scoiattoli, uccelli, uova e frutta. |
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| :: La Lince |
:: La Volpe |
 La lince è stata
per molti secoli un predatore delle montagne anche se per la verità della presenza in Valsesia si hanno poche notizie. Alcuni progetti per la sua reintroduzione, sembrano, siano
andati a buon fine e oggi si segnalano alcune sue fugaci apparizzioni. A noi non resta che augurarle di cuore un BENTORNATA. |
 Ha dimensioni di un cane
ma con una corporatura più snella, con pelo marrone-rossastro e macchie bianche nelle parti inferiori. Ha una folta coda che viene usata anche come mezzo di comunicazione
sociale e come stabilizzatore nella corsa. E' un'animale prevalentemente notturno tanto che i suoi occhi assomigliano agli occhi di un felino. E' molto facile incontrare i segni della
sua presenza in quanto è abituato a segnare sempre il suo territorio. La varietà del nutrimento le ha permesso di colonizzare la maggior parte del territorio montano, comprese le alte
quote e alcune volte anche i centri abitati. E' una specie in netto aumento anche perchè i suoi nemice naturali, quali la lince e il lupo nel corso degli anni si sono diradati. |
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| :: La Marmotta |
:: La Trota salmerina |

E' un inconfondibile roditore che abita le praterie alpine. Il colore del mantello è grigio più o meno scuro con le parti del ventre giallastre. Passa 6 mesi all'anno, i più freddi, in letargo
dentro tane scavate nel terreno. Per tale motivo è visibile solo tra la fine di marzo e l'inizio di settembre. Vive dai 1000 ai 3000 mt, scava tane in terreni aperti o sfrutta gli anfratti
naturali delle rocce. Si nutre di vegetazione erbacea e accumula notevoli quantità di grasso che gli serviranno per superare il lungo inverno. Non disdegna tuttavia le proteine animali
ricavandole dagli insetti, larve e a volte uova o pulcini di uccelli che nidificano a terra. I nemici principali sono tutti gli uccelli rapaci ma in particolar modo l'aquila reale. E' facilmente visibile in tutta la VALLE OTRO. |
 Ormai sempre meno presente, abita di preferenza i laghi alpini fino
ai 2500 mt di altezza. In questi predilige mantenersi in profondità. Di forma affusolata con una livrea poco appariscente e mimetica. Durante il periodo della riproduzione il maschio assume colori rosso-arancio. |
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| :: Il Faggeto |
:: Il Lariceto |

Il faggio è una pianta tipica del piano montano, solitamente esposto a nord in quanto predilige le zone ombrose. Costituisce inoltre un'importante ambiente per l'ospitalità
di animali selvatici. Passeggiando in mezzo a un bosco di faggi è facile incontrare caprioli, ghiandaie, picchi, scoiattoli, ect. E' un'albero alto fino a 30 mt. La corteccia è di
colore grigio chiaro, la chioma è densa e ampia. Le foglie, caduche, ovali e lucide presentano nervature su ogni lato. Cresce fino a 1600 - 1700 mt e il suo legno è assai
ricercato per arredamenti e altri usi di falegnameria. Un tempo era molto ricercato anche per riscaldarsi. I Frutti costituiscono un'importante alimento per molti animali come cinghiali, caprioli, cervi, scoiattoli o ghiri. |
 Rappresenta l'associazione
vegetale tipica dell'intero arco alpino. Raramente si estende sopra i 2000 mt e in alcune zone costituisce dei veri e propri boschi anche se la densità degli alberi non è mai elevata, il sottobosco è dominato da mirtilli e
rododendri. E' una pianta molto robusta e spesso cresce anche lungo i dirupi. Sopporta bene le basse temperature. Costituisce anche l'habitat per molti animali selvatici, come camosci, stambecchi, caprioli e galli forcelli.
Il legname del larice, per le sue caratteristiche estetiche e di resistenza è sempre stato usato per costruire la struttutra delle case walser. GLi alberi possono raggiungere anche un'altezza di 40 mt. |
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